L’Irca non decolla ma lievitano le spese ingiustificate e gli incarichi esterni.
Presentato oggi un dossier da Uilca Uil e dalle altre sigle del settore credito in Sicilia. A sette anni dall’istituzione, l’Irca, il nuovo istituto regionale per il credito agevolato formato dall’accorpamento in un unico ente di Ircac e Crias di fatto non decolla. Gli ultimi due anni, quelli di vigenza dell’attuale consiglio di amministrazione, sono stati inoltre caratterizzati da “inerzia e incapacità di gestione, dalla mancanza di relazioni con i sindacati e dal conferimento di una serie di incarichi esterni, costosi e spesso controversi”. Lo sostengono la Uilca-Uil e gli altri sindacati che oggi hanno presentato, in conferenza stampa, un dossier che si conclude con la richiesta al governo regionale della revoca del Cda e del management dell’Irca. Manca un piano industriale, che doveva invece esserci al momento della fusione. Aumentano, invece, incarichi e consulenze con grande spreco di risorse.

“Non fare decollare l’ente- ha sottolineato Giuseppe Gargano, della Uilca-Uil, equivale a togliere possibilità di sviluppo alla regione”.
Nel dossier l’elenco delle spese sostenute da un ente, che di fatto ancora non esiste per quanto riguarda la sua operatività e l’assetto del personale. Dalla spesa di 600 mila euro per i servizi informatici, alle indennità mensili dei vari facenti funzione che si susseguono per la gestione amministrativa con incarichi a rotazione ai quadri direttivi di Ircac e Crias. Lungo e per decine di migliaia di euro l’elenco della spesa per consulenze, compensi, sito web. Sette lunghi anni di stallo e sprechi, hanno sottolineato gli esponenti sindacali, “sono ingiustificati, il governo dica cosa intende fare”.